"scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticati entrambi, in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora, un pensiero, un'idea che nessuno reclama..." Bion

Il Medioevo Profilo di un Millennio- Alfio Cortonesi Cap.5




Capitolo 5 I Longobardi ( ci troviamo nel VI sec)

I Longobardi provenivano dalla Pannonia, (attuale Ungheria), furono federati dell’Impero sotto Giustiniano, riuscirono a mantenere intatti i loro assetti politici e sociali perché interagirono poco con il popolo Romano.
I Longobardi irruppero in Italia (VI sec), operando sotto la guida dei Duchi, conquistarono, Friuli, Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, più a sud crearono i Ducato di Spoleto e Benevento.
La struttura sociale del popolo Longobardo
Vi era il Re che era il capo militare di un popolo-esercito, gli Arimanni avevano il diritto-dovere delle armi, ed eleggevano direttamente il re. Gli Aldi  avevano una certa autonomia d’azione soprattutto nella sfera economica. I servi non avevano diritti, si occupavano del lavoro agricolo e pastorale. La Fara era un insieme di famiglie che era alla base dell’organizzazione sociale ed era fondamentale nelle fasi di migrazione e nella vita militare.

La conquista dell’Italia

La violenza con la quale furono occupati alcuni territori Italiani, segnò la fine delle strutture sociali-politiche della società romana. L’aristocrazia romana fu sterminata, le terre date ai duchi, la popolazione ridotta in schiavitù. La campagna divenne il centro della vita economica e sociale, mentre le città decaddero perché l’amministrazione romana fu spazzata via.
Alboino che aveva condotto i Longobardi alla conquista dell’Italia morì vittima di una congiura, gli successe Clefi, dopo la sua morte per 10 anni i duchi non elessero nessun re. Con il rischio di perdere il potere che era troppo frazionato, elessero un nuovo re Autari, ( figlio di Clefi). Il potere regio con Autari si rafforzò, anche per cessione da parte dei Duchi di gran parte dei territori. Ad Autari successe Agilulfo, ( a moglie teodolinda era la stessa di Autari), che grazie all’amicizia della moglie Teodolinda con il papa Gregorio Magno, portò il popolo Longobardo alla conversione al Cristianesimo. Il regno Longobardo si strutturò in ducati, ciascuno sottoposto all’autorità di un duca, e costituito attorno ad una città ubicata lungo una delle maggiori vie di comunicazione. I gastaldi amministravano i beni del fisco regio. L’editto di Rotari (643) testimonia l’incontro di due culture, si scrivono le leggi e consuetudini del popolo.

VIII Maturità e caduta dell’Impero Longobardo

727 Re Liutprando invade i territori dell’Esarcato e della Pentapoli, ( Bizantini), interviene il Papa, il re Longobardo di fede Cattolica restituisce il castello di Sutri, non ai Bizantini ma al Papa. Questo pone le basi per il potere temporale della Chiesa.
751 Re Astolfo torna ad invadere nuovamente i territori Bizantini, il Papa sancisce un’alleanza con il popolo dei franchi, Pipino sconfigge i Longobardi e le terre vengono date al Papa.
774 Re Desiderio invade le terre Bizantine, Carlo Magno interviene e sottomette i Longobardi alla dominazione Franca. Solo il ducato di Benevento resiste come ultimo dominio Longobardo.

scritto da Laura Brunelli


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