"scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticati entrambi, in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora, un pensiero, un'idea che nessuno reclama..." Bion

Il Medioevo Profilo di un millennio Alfio Cortonesi


Capitolo 1° Il Tramonto dell’Impero di Roma


Per convenzione si fa risalire l’inizio del Medioevo con la fine dell’Impero Romano d’Occidente, nel 476 con la deposizione di Romolo Augustolo da parte dello sciro Odoacre che governò per 13 anni con il titolo di Patrizio in nome dell’Imperatore d’Oriente. Odoacre ebbe un difficile regno tra popolazione latina e germanica, successivamente Odoacre sarà conquistato da Teodosio ( re degli Ostrogoti, chiamato in Italia dall’Imperatore del regno d’Oriente, Zenone).        
Nel 200 l’Impero Romano ( che continuò a chiamarsi Res Publica anche ai tempi di Diocleziano e Costantino) era molto vasto, comprendeva tutti i territori che si affacciavano sul Mediterraneo, compresi quelli Africani, arrivava nell’Europa occidentale fino alla penisola Iberica ed al Vallo di Antonino, ad oriente fino alla Mesopotamia e ai territori settentrionali dell’Arabia. Il confine orientale era definito dal Reno e dal Danubio.
Questo impero molto vasto era tenuto insieme da un’amministrazione forte che portava in tutti i territori conquistati la presenza di Roma, facendone rispettare le leggi, vi era un fitto sistema stradario per permettere il passaggio attraverso tutti i territori dell’Impero, la lingua ufficiale era il latino, vi era libertà di culto ma ogni cittadino doveva riconoscere il dominio dello stato. Le popolazione erano sottomesse con la forza delle armi, della cultura e del diritto romano.
Nel III secolo entra in crisi l’Impero, ma riuscì a sopravvivere per altri 2 secoli, grazie alle riforme di Diocleziano prima e Costantino poi. L’origine della crisi del III secolo si fa risalire alla nuova ondata di attacchi da parte delle popolazioni barbare e persiane. L’esaurirsi del fattore propulsivo costituito dalle guerre di conquista. L’incremento della spesa pubblica, dovuta alla difesa dei confini, le spese sempre più elevate per il funzionamento della macchina statale  che diventava sempre più articolata. La popolazione iniziò a spopolare le campagne che non erano più sicure a causa degli attacchi dei Barbari e dei Persiani, vi fu la peste che decimò la popolazione, cadde la produzione agricola, gli scambi commerciali non erano più sicuri, quindi arrivavano sempre meno merci ed erano più costose, caos monetario. La Villa Romana ebbe un mutamento a causa della diminuzione degli schiavi i proprietari si trovarono a dover concedere dei piccoli terreni ai coloni liberi. Sempre più la Villa aveva un’organizzazione bipartita (una parte al proprietario, una parte di territori affidata ai coloni liberi), molti piccoli proprietari terrieri, a casa delle continue invasioni, si facevano “proteggere” dagli esponenti dell’aristocrazia detentori di ville sempre più fortificate.

Le riforme di Diocleziano ( proclamato imperatore dall’esercito)

Nel tentativo di resistere alla crisi dell’impero, Diocleziano trasformò lo stato in assolutista e burocratico. Legò ogni cittadino all’esercizio del mestiere paterno, per evitare l’abbandono delle campagne. Impose molte tasse, esautorò la classe senatoria del suo potere, che si ritirò nelle Ville. Mise un governo a quattro (tetrarchia), 2 Cesari e 2 Augusti, che si sarebbero dovuti succedere. Fece una riforma amministrativa, divise il territorio in 4 prefetture, ( Illirico, Italia, Gallia, Oriente), 12 diocesi e 101 province. Rese ereditaria la professione del soldato, perseguitò aspramente i Cristiani, perché erano visti come sovversivi per i loro legami con il popolo dei giudei (in perenne ribellione con Roma), e perché riconoscendo un solo Dio respingevano il culto dell’Imperatore.
Nel 305 i due Augusti non abdicarono in favore dei 2 Cesari, questo portò ad un conflitto militare che vide prevalere, Licinio e Costantino, e poi solo Costantino.

Le riforme di Costantino

Costantino vide che la religione Cristiana nonostante le persecuzioni contava sempre più fedeli, così decise di rendere la libertà di culto ai Cristiani nel 313 (editto di Milano) e poi nel 380 (Editto di Tessalonica) diventa la religione di Stato. La libertà di culto ai Cristiani, la restituzione delle loro terre, l’istituzione di chiese, fu una mossa politica di Costantino, che decise di usare la religione come forma di controllo ideologico delle masse. Il Cristianesimo professava il sacrificio in terra e la salvezza per tutti, questo serviva in un momento di crisi economica dello Stato. Costantino fece una riforma monetaria, ( trimetallismo: bronzo, argento, oro), trasferì la capitale da Roma ad una città sul Bosforo, Bisanzio che chiamò Costantinopoli.
Dopo la morte di Costantino, l’impero fu ancora unificato sotto Teodosio I e infine fu diviso tra i suoi due figli ( Oriente Arcadio/Occidente Onorio).
In realtà già le riforme di Diocleziano portarono ad una divisione, se non scritta ma manifesta dell’Impero, che negli anni poi si accentuò.
L’Impero d’Oriente, aveva conservato un’economia in sviluppo, era uno stato solido con un forte apparato burocratico, dato dalla fedeltà alla burocrazia ed una forte avversione per il mondo germanico. La Chiesa era integrata nello Stato.
L’Impero d’Occidente, non si era più sollevato dalla crisi economica, l’autorità statale si andava dissolvendo, la Chiesa era più autonoma dal potere imperiale e si era troppo aperto alle contaminazioni con le popolazioni barbariche.

La fine dell’Impero Romano d’Occidente

Con gli inizi del V sec divenne incontenibile la spinta esercitata dalle popolazioni barbariche, nel 406 i Visigoti sotto la guida di Alarico fanno il 1°sacco di Roma, ( per tre giorni invadono e saccheggiano la città), rapiscono la sorellastra dell’imperatore Onorio, Gallia Placida.  Con la morte di Alarico, i Visigoti si stanziano in Gallia. (Gallia Placida fu data in sposa ad Ataulfo).
Con la morte di Onorio, succede la sorella Gallia Placida, i confini dell’impero si restringono sempre di più. Svevi, Alani, Visigoti, Vandali, prendono ai Romani la Gallia Meridionale, penisola Iberica e province dell’Africa.
455 Vandali fanno il 2°sacco di Roma, sotto il comando di Genserico.
Nel 476 lo Sciro Odoacre depone l’ultimo imperatore romano e pone fine all’Impero Romano d’Occidente.
scritto da Laura Brunelli

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