"scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticati entrambi, in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora, un pensiero, un'idea che nessuno reclama..." Bion

Esercizio fisico aumenta la memoria?


Sempre più ricerche confermano che l'esercizio fisico non si limita a rinforzare i muscoli e a prevenire le malattie cardiovascolari, migliora anche le prestazioni mentali ed aiuta a prevenire malattie del cervello. I benefici più evidenti sono quelli legati alla memoria, la prima funzione cerebrale a "perdere colpi" (comincia a decadere dai 25 anni in poi), come dimostra uno studio condotto alla Columbia University. Messe a confronto le persone sedentarie con quelle che svolgono attività fisica regolare si vede che quest'ultime sono più brave nelle prove di memoria. Questo dato viene confermato anche dalle analisi strumentali, che mostrano la nascita di nuove cellule nell'ippocampo. (Ippocampo: struttura del cervello che controlla la memoria e l'apprendimento, permettendo di immagazzinare nuove informazioni e di formare nuovi ricordi).
L'esercizio fisico ha quindi sul cervello effetti  superiori a quelli che si pensava un tempo. Ogni volta che si contrae e si rilascia un bicipite, infatti, vengono prodotte sostanze chimiche che oltrepassano la barriera ematoencefalica (la "cortina" che separa il cervello dal circolo sanguigno) e qui stimolano la produzione del BDNF (fattore neurotrofico cervello-derivato). Quest'ultimo contribuisce alla "neurogenesi" (la nascita di nuove cellule cerebrali) e allo sviluppo di nuove connessioni tra un neurone e l'altro.
La memoria sembra non essere la sola a ricevere benefici dall'attività sportiva; una ricerca condotta all'Università dell'Illinois dimostra che l'esercizio fisico (in particolare quello aerobico, come le camminate, la corsa, la bicicletta) stimola i lobi frontali, la sede delle funzioni esecutive (è qui che si prendono decisioni, si pianificano le varie attività, si "ragiona"). Anche in questo caso le analisi strumentali, ( risonanza magnetica) confermano l'ipotesi, A. Kramer dice che l'attività fisica aumenta il flusso sanguigno in queste regioni, inoltre migliora la capacità di concentrazione: aiuta cioè a ignorare le informazioni distraenti quando si esegue un compito".
Laura Brunelli

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