"scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticati entrambi, in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora, un pensiero, un'idea che nessuno reclama..." Bion

Autismo: descrizione clinica

Secondo il DSM-IV e ICD 10 ( classificazioni internazionali),  le caratteristiche fondamentali per la diagnosi di autismo sono la presenza di uno sviluppo anomalo o deficitario dell'interazione sociale, della comunicazione  e una notevole ristrettezza  del  repertorio di attività ed interessi.
Più precisamente:
1. Ritardo o anomalo funzionamento delle tre aree specifiche ( interazione sociale, linguaggio e comportamento), deve avere un esordio entro i tre anni d'età.
2. Compromissione qualitativa dell'interazione sociale, si ha quando sono compromessi svariati comportamenti non verbali ( per esempio, evitamento, rifiuto del contatto visivo, rigida espressione mimica, incapacità ad adeguare il comportamento al contesto sociale). Quando vi è assenza di gioco imitativo e di finzione, disinteresse per la condivisione del gioco. Se il linguaggio è presente ne viene fatto un'uso stereotipato, con incapacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri.
3. Ristrettezza del repertorio di attività ed interessi. Si presenta con una totale dedizione ad una o più attività limitate. Ripetizione ossessiva di rituali specifici o inutili abitudini. Vi è una rigida manipolazione degli oggetti che guarda più alle loro particolari caratteristiche  piuttosto che al loro utilizzo.


Normalmente non esistono periodi in cui lo sviluppo sia stato normale, anche se a volte i genitori riferiscono di uno sviluppo normale nei primi due anni di vita. Riuscire a fare una diagnosi precoce è molto importante, in quanto maggiore resta l'isolamento peggiore sarà la prognosi. Il problema è che molto spesso i genitori non riescono a riconoscere  i prodromi della malattia magari già presenti fin dall'inizio. Nei primi sei mesi di vita del bambino si possono riscontrare alterazioni precoci dell'interazione; il bambino si presenta quieto, non piange mai, non attira l'attenzione, manca l'aggancio dello sguardo, è incapace di  rilassarsi nelle braccia della madre, manca il sorriso  sociale ( primo organizzatore), la suzione ed il sonno, con un tipo di insonnia calma ( quando il bambino  resta nel lettino in un'attesa immobile con gli occhi spalancati)
Nella seconda metà del primo anno si stabilizzano le caratteristiche sopra elencate, compromettendo la  relazione madre - bambino ( manca il dialogo tonico, i vocalizzi, i balbettamenti,  la mimica espressiva al momento del risveglio, manca il tendere le braccia quando viene sollevato).
Entro i 30 mesi diviene evidente la mancanza dei precursori del linguaggio, persistono i disturbi funzionali e  si accentuano le stereotipie e il manierismo gestuale; in genere è a questo punto che il bambino viene segnalato, quando cioè il disturbo è manifesto e relativamente stabilizzato.

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